Chiamata al servizio

Chiamata al servizio Chiamata al servizio - Francesco Tortora

E’ assolutamente inevitabile: chi vuole vivere deve dare in cambio qualcosa! Generalmente però, questo “dare”, viene visto più come un dover compiere delle prestazioni: metti questi articoli nel magazzino, registra questi documenti e via discorrendo … per poi ricevere il compenso, quello pattuito da contratti o accordi. Bene … questa potrebbe essere la sintesi normativa (molto sintesi) di un rapporto di lavoro fondata su ciò che bisogna produrre per ricevere le spettanze concordate. Non è mia intenzione oggi soffermarmi sugli aspetti oggettivi di una prestazione di lavoro … quanto invece nel modo in cui viene portata a compimento. Mi interessa quali possono essere le qualità necessarie per rendere di più sul lavoro … per innalzarlo da scialbo o mediocre … ad interessante e soddisfacente. Se facciamo parte di quel nutrito gruppo di persone che non vede l’ora di tornare a casa, anche se da poco è iniziata la giornata di lavoro … beh, diciamoci subito che la qualità della nostra vita lavorativa è molto bassa o, almeno, non propriamente interessante e soddisfacente. Quando dobbiamo fare per forza qualcosa che proprio non ci garba … vorremmo farla senza nemmeno interessarcene più di tanto … magari, addirittura, a pagare un’altra persona per farcela fare! Per carità … non intendo entrare nei perché ciò accade e nemmeno scoprire perché altre persone, diversamente, vedono il proprio lavoro come dei luoghi belli da vivere: mi interessa piuttosto a come poter migliorare la situazione attuale … se tutto ciò rientra fra i vostri desideri! Occupandomi di formazione incontro spesso persone appartenenti alla classe dei lavoratori: e, stranamente, anche per queste persone … non è il lavoro ciò che conta di più … ma il clima che si vive e le persone che lo vivono! Qualcuno in passato ha cambiato lavoro per qualche moneta in più al mese: quelle monete erano eccitanti al solo pensiero, potendo soddisfare dei bisogni che prima non potevano essere concretizzati. Ma oggi maledicono se stessi avendosi fatti accecare dalla brillantezza delle monete. Ciò capita anche nelle imprese e negli studi professionali: abbiamo clienti cui servirli è un piacere immenso … altri meno … altri ancora abbiamo deciso di salutarli! Facciamo del nostro lavoro un circolo … e nei circoli si riuniscono le persone che condividono almeno in parte i nostri valori: se un dato personaggio-cliente, col suo fare, indispettisce il nostro inconscio (pertanto i nostri valori) … carissimo mio, ti saluto … e chi mai vorrà incontrarti più! A questo punto potremmo spostare la nostra attenzione su come rendere il lavoro migliore … evitando di elencare i problemi: chi pensa a questi si vedrà sommerso da momenti di crisi. Chi invece va alla ricerca di situazioni da migliorare … ne troverà anch’essi in abbondanza … ma in egual misura verranno a galla anche le qualità creative necessarie per innalzare i nostri standard. Qualità, attenzione, che tutti abbiamo da poter offrire e che, pertanto, non attendono altro che emergere verso l’esterno! E’ prezioso comprendere, in prima battuta, che se le mie convinzioni al riguardo del lavoro attuale (e di come mi comporto) sono per me le migliori o che di meglio non possa fare al riguardo … beh … questo è il primo esatto modo per non operare cambiamenti: ed è altrettanto evidente che i risultati attuali si replicheranno anche in futuro! E il ciclo continuerà fin quando la situazione potrà essere sopportata! A tutti capita di entrare in molti esercizi pubblici ed in altrettante imprese … e notare che spesso la nostra percezione su ciascuna di queste attività a più a che vedere per come ci trattano, anziché per quanto ci offrono e ci vendono! Voglio adesso che immaginiate quella volta in cui siete stati trattati male da un addetto ai lavori: vuoi in un negozio di scarpe, vuoi al ristorante, vuoi in altro luogo. E voglio ora sapere che idea avete di quel negozio o di quel ristorante: certamente la migliore fra le peggiori o, volendo essere benevoli, di sicuro valore mediocre! Con una certa frequenza imprenditori e dirigenti mi chiedono la mia personale idea circa la loro attività. Il più delle volte mi preoccupa essere veramente sincero! Infatti molti di questi desiderano feedback, giudizi oggettivi, leali soltanto a chiacchiere … perchè quando li ricevono, si sentono criticati e offesi come persone. Se ti dico onestamente (ed oggettivamente) che il servizio telefonico della tua impresa è da migliorare è perché anche al telefono bisogna essere una gran bella “persona dal vivo”. Ora, giusto per rifletterci ancora, normalmente con quale spirito si esprime una persona viva che fa uso del telefono per comunicare? Con una voce sommessa, robotica, sillabica … o con una modalità comunicativa diversa, volta all’entusiasmo e, importante, al voler davvero essere d’aiuto a chi sta dall’altre parte della cornetta? Sei in ufficio e squilla il telefono: su 100 telefonate che riceviamo, quante sono quelle interessate a dirci l’oroscopo del giorno … e quante altre invece desiderose ad ottenere da noi personalmente almeno un aiutino? Ogni attività deve essere rivolta al servizio, ovvero, predisporsi verso l’interlocutore con un tipo di atteggiamento rivolto a voler costruire una relazione. Non vi dico come … ma sapete benissimo come dovrei comportarmi con voi per entrare nelle vostre grazie. Secondo me bisogna essere comprensivi e disponibili in ogni nostra essenza. A volte potremmo essere di poco aiuto a qualcuno che ci chiede qualcosa che è al di fuori delle nostre possibilità o conoscenze. In questi casi non applicate mai la teoria del “liquidare” … tipica di chi vuole sbarazzarsi del problema (anche se in verità ti stai sbarazzando una persona). Forse vi starete domandando perché dovreste fare tutto questo … ed il motivo è molto semplice … anzi i motivi sono tanti e validi! 

Ad esempio, bisogna essere comprensivi e disponibili:

  • perché in futuro quella persona potrebbe essere proprio quella giusta per ciò che ti occorre con urgenza
  • perché quella persona ha stima di te e della tua azienda
  • perché non siamo pagati per comportarci in malo modo
  • perché tu non desidereresti essere gestito da altri con le stesse maniere
  • perché in quel momento rappresenti l’unica via d’uscita

Le persone non nascono così … la natura ci ha creato vergini! Questa purezza, però, è stata infranta dai ricordi del passato (le nostre esperienze), dalle nostre convinzioni apprese dalla scuola, dalla famiglia, dagli amici. Non solo è stata infranta, ma è stata anche marchiata con un inchiostro difficile da cancellare … dove solo con la sovrascrittura puoi coprirne i graffiti … e dopo tanto tempo. <Ah, per una vita sei stata trattata male ed è giusto che anche tu ti comporti così!> … recita il nostro inconscio reattivo e distruttivo. Se continuiamo a farlo comandare, ci porterà dritto all’inferno!

Pertanto, per chi interessato ad un lavoro diverso, potrebbe risultare utile sapere che …

  • sul lavoro si ride sempre (e per primi)
  • i problemi della nostra vita non sono affari degli altri
  • dobbiamo aiutare il prossimo come vorremmo che questi ci venisse incontro
  • bisogna fornire risposte (soluzioni) alle richieste (necessità) delle persone
  • non si deve porre limite al nostro sapere … perché sappiamo aiutare anche quando crediamo profondamente di non poterlo fare
  • dobbiamo ricordarci che verremo ricordati (qualunque cosa facciamo)
  • faremo il possibile affinché si ricordino di quanto siamo state brave persone

Chi fa da sé, fa per tre … è una balla vecchia quanto la tavola del Re!

Francesco

 

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