Le attrezzature non sbagliano, chi le usa …

Noi decidiamo come lavorareLe attrezzature non sbagliano, decidiamo noi come utilizzarle al meglio 

In qualunque ambiente lavorativo accade qualcosa di curioso: più un mezzo è “normale”, più lo diamo per scontato. La gru che utilizziamo da tanti anni, la piattaforma che “tanto va sempre bene”, il muletto manovrato milioni di volte … diventano quasi un tutt’uno col nostro corpo e la nostra mente. È qui iniziano i pericoli.

Le nostre attrezzature di lavoro non commettono errori. Mai si chiuderanno autonomamente, mai partiranno da sole, mai agiranno senza la guida di qualcuno! Sono neutre, fanno quanto è stato progettato dal suo costruttore. Ma quando l’operatore che ne fa uso è preso dalla stanchezza, dalla distrazione, dalla fretta o è troppo convinto e sicuro di sé … allora state certi che il mix diventa esplosivo e molto dannoso. Di fatto, tante sono sono le situazioni incidentali le cui cause si riconoscono con quanto appena detto.

La sicurezza delle attrezzature non appartiene ad un elenco di regole burocratiche. Non è una semplice lista da spuntare. È piuttosto una promessa che facciamo a noi stessi: “Io, oggi, mi porto a casa incolume … anche oggi”. E questa promessa passa attraverso poche e semplici abitudini. Modi di fare automatici semplici ma fondamentali.

Uno: prima di toccare, controlla bene!

Pochi secondi dedicati ad un’attività di verifica valgono più di milioni di parole raccontate ed ascoltate dopo un infortunio. Comandi, leve, protezioni, freni, pulsanti d’emergenza … niente è superfluo. Se qualcosa non ti convince o poco ti convince … allora fermati. Tranquilli, i mezzi non scappano da nessuna parte.

Due: ogni dispositivo ha un preciso scopo

Le protezioni forniteci non dobbiamo considerarle optional. Gli occhiali, le cuffie, le maschere, i parapetti, i blocchi meccanici, le schermature … sono lì per proteggerci. Probabilmente, qualche altra persona prima di noi, si è fatta male, forse fin troppo male. La sicurezza non appartiene all’arte dell’estetica, ma all’arte dell’efficacia.

Tre: rispettiamo i limiti dei mezzi, ma anche i nostri

Non forziamo i mezzi, non dedichiamoci all’improvvisazione, non procediamo così come viene. Ciascuna attrezzatura ha un carico massimo, un modo corretto di utilizzarla, una serie di passi precisi da rispettare. E noi, anche noi … abbiamo dei limiti: con la stanchezza, lo stress e le distrazioni … i rischi infernali aumentano a dismisura!

Quattro: non barattare la formazione con l’esperienza

Certamente l’esperienza aiuta, ma la formazione ci fa da scudo. Conoscere il funzionamento delle attrezzature, come prestarsi in caso di anomalie e nelle situazioni di emergenza … fa differenza tra gestire un imprevisto o diventare la sua vittima.

Il lavoro può essere intenso, rapido, richiedere mille cose … ma nessuna attrezzatura merita la perdita parziale o totale di noi stessi.

Ogni volta che devi utilizzare un’attrezzature, ricorda bene, la sicurezza non è un mero dettaglio. È la condizione per continuare il nostro lavoro, vivere, costruire, realizzare … e tornare a casa nelle medesime condizioni che eravamo quando siamo partiti da casa per andare a lavorare.

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Grazie e buona sicurezza … Francesco Tortora

 

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