Un bel passo in avanti!
Quando parliamo di attrezzature di lavoro, c’è sempre una questione che ritorna: la formazione è obbligatoria, sì… ma è anche efficace? Per tanto tempo ci siamo trascinati corsi fatti “giusto perchè bisogna farli”.
Con questo spirito ci siamo ritrovati con una formazione più che leggera e con addestramenti che poi tanto addestramenti non erano affatto. Purtroppo, anche per questa ragione, i risultati sono ben noti a chiunque: situazioni incidentali evitabili, azioni rischiose, operatori che utilizzano mezzi complessi come se questi fossero biciclette.
Con l’Accordo Stato‑Regioni del 17/04/2025 si prova (finalmente) a creare un certo ordine. E questo nuovo accordo lo fa con un approccio che, fatevelo dire con franchezza, punta meno alla burocrazia. Il che significa che l’obiettivo maggiore è quello di puntare sulle competenze reali degli operatori.
Perché il nuovo Accordo è diverso dal precedente?
Le novità dell’accordo del 2025 non sono soltanto quelle relative all’aggiornamento delle durate delle lezioni formative o all’aggiunta di qualche altra attrezzatura di lavoro che nei precedenti testi non era contemplata. La vera e sostanziale visione ora è diversa: passiamo dalla formazione formale a quella di genere funzionale.
Il che vuol dire che non basta più “aver fatto il corso”, ma bisogna dimostrare di:
- saper utilizzare le attrezzature
- saper riconoscere i rischi
- saper intervenire in caso di imprevisti
- saper gestire un’attività lavorativa in sicurezza anche quando c’è una certa pressione
Parliamo, quindi, di un radicale cambio di mentalità. E nei luoghi di lavoro, qualunque sia il settore di attività esercitato, questo cambiamento è necessario serve come l’aria per noi esseri umani.
Cosa prevede la nuova formazione (in parole semplici)
L’Accordo del 2025, in maniera decisa, chiarisce tre aspetti fondamentali:
1. Le attrezzature hanno un preciso percorso di formazione
Si vero, non esiste più il “corso generico”. Ogni attrezzatura di lavoro prevede nello specifico:
- contenuti minimi obbligatori
- durata ben definita
- parte teorica
- parte pratica
- criteri di valutazione dell’apprendimento
E questo punto vale per tutte le attrezzature: carrelli elevatori, gru, piattaforme di lavoro elevabili, escavatori, caricatori frontali, sollevatori telescopici, macchine movimento terra, etc.
2. L’addestramento non è più un optional
La teoria certamente è necessaria, ma la concreta differenza viene fatta dalle attività di addestramento. Pertanto … mani sui mezzi, prove reali, errori sotto controllo.
Questo punto l’Accordo lo esplicita chiaramente, quando dice: “l’addestramento è parte integrante della formazione e deve essere documentato”.
Non basta, quindi, “aver visto come si fa”. Bisogna di fatto farlo in prima persona.
3. L’aggiornamento non è più una mera formalità
Alla scadenza delle abilitazioni (secondo l’accordo ogni 5 anni) l’operatore deve aggiornarsi. Diversamente dal passato l’aggiornamento deve essere centrato sulla pratica, sulle abilità, sulle criticità, sulle novità tecniche laddove sorte.
In altri termini: non si provvede più ad aggiornare l’attestato conseguito in precedenza, ma si aggiorna la persona che dovrà manovrare i mezzi. La gente deve rimanere sul pezzo!
Il ruolo del datore di lavoro nell’accordo 2025
Il datore di lavoro non può più fare finta di nulla. E nemmeno può più limitarsi a “mandare al corso” il lavoratore destinato ad utilizzare le attrezzature. Al datore di lavoro, l’accordo del 2025 chiede molto di più, ovvero di:
- verificare che l’addetto sia veramente competente
- garantire che l’addestramento sia continuo ed efficace
- controllare che l’attrezzatura venga utilizzata in modo corretto
- intervenire qualora qualcosa non vada così come dovrebbe
Il ruolo del datore di lavoro, quindi, è attivo e non esclusivamente amministrativo. E questo aspetto, negli ambienti di lavoro, fa tutta la differenza del pianeta.
Il ruolo dell’operatore e la sua valorizzazione
Nella norma viene posta una certa attenzione verso la valorizzazione dell’operatore. Oggi, questa figura, non sarà più “quella che guida il mezzo”, ma un valido professionista che assolutamente deve:
- conoscere limiti e potenzialità del mezzo
- comprendere i rischi prima ancora di avviare i mezzi
- saper comunicare con le persone che gli lavorano attorno
- rimanere lucido anche nelle situazioni complicate
Si, l’accordo del 17/04/2025 mette l’operatore al centro … e questo è un bene per sè stesso, per i colleghi, per chiunque. Più professionalità e di riflesso, maggiori garanzie di sicurezza!
Cosa cambia davvero nei luoghi di lavoro
Volendo essere diretto ed esplicito ciò che più cambia è il livello di consapevolezza. Pertanto, con la nuova formazione:
- si ridurranno i banali errori
- diminuiranno gli incidenti da distrazioni
- si abbasserà il numero delle manovre improvvisate
- caleranno gli usi “creativi” dei mezzi
- aumenterà certamente la qualità della prestazione lavorativa
- migliorerà la sicurezza per tutti
Passeremo quindi dal formalizzare la formazione obbligatoria … ad investire sulle persone in termini di consapevolezza e tecnica operativa.
In conclusione
La formazione degli operatori per la conduzione delle attrezzature di lavoro non è un obbligo da spuntare, ma una forte responsabilità. Con l’Accordo 2025 diventano finalmente chiare ed estremamente funzionali:
- la competenza
- l’addestramento
- l’aggiornamento
- la consapevolezza
- la responsabilità condivisa
Perché un’attrezzatura, negli ambienti di lavoro, non è mai “solo un mezzo”, bensì uno strumento potente. E come ogni strumento dotatao di una certa potenza, deve essere utilizzato con appropriata testa, elevata tecnica e forte rispetto.
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Grazie, alla migliore sicurezza … Francesco Tortora
Formazione attrezzature: cosa cambia con l’Accordo 2025?
