Scegliere il bene (anche quando costa)

Decidere al meglio spesso costaScegliere il bene è un dovere, non un'opzione

Si, ci sono scelte che non si vedono nemmeno al microscopio. Scelte che non finiscono nelle nostre foto, che non diventano storie da raccontare alla gente, che non portano complimenti da parte di nessuno. Sono scelte silenziose, strettamente personali, intime, quasi invisibili. Eppure sono quel genere di scelte che definiscono davvero una persona: scegliere il bene anche quando costa.

Il bene non è il mettersi in posa. Non è un gesto da fare quando c’è pubblico cui mostrarsi. Il bene è una precisa direzione. È esattamente il modo in cui ti muovi nella vita quando nessuno sta lì a guardarti. È quella voce che dice: “Fai la cosa giusta, anche se nessuno verrà a saperlo.”

Coerenza con sè stessi

Le persone perbene non sono perfette, ma sono fortemente coerenti con sé stesse. Sono quelle persone che, nel momento in cui devono scegliere, non tradiscono i propri valori per un beneficio rapido. Sono persone che mantengono la parola data, che nutrono rispetto verso gli altri, che non si celano dietro al pilastro delle scuse. Sono quelle che scelgono il bene anche quando ciò può costar tempo, duro lavoro, rinunce, incomprensioni.

Questo genere di scelte, così semplici e altrettanto difficili, costruiscono la vera qualità di una persona.

La forza silente delle persone perbene

La forza non è gridare a squarcia gola. Non è sinonimo di imporsi sugli altri e non vuol dire dominare. La reale forza è rimanere molto fedeli a ciò che si è come persona, anche quando sarebbe molto più semplice (e comodo) fare l’esatto contrario.

Le persone perbene hanno una forza che non si evidenzia subito. È una forza che non fa casino, ma col tempo si fa sentire. È la forza di chi non deve recitare una parte, di chi non cambia faccia a seconda di chi ha di fronte, di chi non ha alcuna necessità di maschere.

La forza di queste persone sta nella loro coerenza. E la coerenza, fidatevi, è una sorta di superpotere.

Primo esempio: Il collega che non parla male degli altri

In molti uffici ci sono situazioni nelle quali qualcuno inizia a “sparlottare” su qualche persona. È un rituale strano questo chiacchiericcio … perché unisce, fa provare una certa complicità, crea un senso di gruppo. Eppure c’è sempre quel tipo di persona che non partecipa a questi banchetti. Non perché sia timida, ma perché non vuole macchiare la sua integrità.

Questa persona paga un prezzo: non viene vista come “uno di noi”, non è considerata “alla mano”. Ma guadagna qualcosa di molto più grande e importante: rispetto silenzioso. E quando serve una persona dotata di una determinata affidabilità, secondo voi, chi chiamano? Lei, soltanto lei … in quanto il bene non fa rumore, ma costruisce la buona reputazione.

Secondo esempio: Il professionista che dice “non mi tocca, ma ti aiuto”

In un’organizzazione lavorativa, ciascuno ha il proprio ruolo. Spesso però sentiamo queste parole: “Non è compito mio”. Tecnicamente potrebbe essere anche vero … ma c’è gente che, quando notano un problema, non guardano il mansionario, ma guardano il valore. Aiutano in caso di bisogno. Si espongono in caso di necessità. Si fanno carico di adempimenti anche quando potrebbero farne a meno.

E anche questo fare costa tempo, energie, a volte finanche incomprensioni. Ma costruisce qualcosa che nessun contratto può offrirci: credibilità. Le persone perbene non si impegnano soltanto in ciò che devono sbrigare. Fanno ciò che veramente serve.

Terzo esempio: Il genitore che non insegna scorciatoie

Le scorciatoie, nella vita, sembrano le strade più intelligenti. “Fai prima”, “Fai come fanno tutti”, “Non essere troppo rigido”. Però, ci sono genitori che insegnano ai propri figli un’altra via: la strada del bene, anche quando richiede un prezzo da pagare. Non insegnano ai loro figlioli a vincere sempre … ma a vincere bene. Non loro a essere furbi come le volpi … ma insegnano a essere persone giuste.

E questo costa tempo, pazienza, discussioni, coerenza … ma costruisce adulti che non debbono nasconder nulla.

Il bene crea fiducia

La fiducia nelle persone non nasce da un gesto grande, ma da tanti piccoli gesti coerenti. Nasce da quanto fai quando nessuno sta lì a guardarti. Nasce da ciò che scegli quando potresti decidere in modo opposto.

Le persone che scelgono il bene anche quando costa diventano punti fermi, delle persone di riferimento. Diventano quel genere di persone che, quando c’è un problema, tutti le vogliono al proprio fianco. Il bene non è soltanto una questione morale … è affidabilità, qualità umana … è competenza relazionale.

Quarto esempio: La persona che non chiude un occhio

In qualsiasi attività lavorativa ci sono circostanze dove si potrebbe “far finta di niente”. Un’istruzione saltata, un pericolo ignorato, una scorciatoia presa. Lo fanno in molti e non per cattiveria, ma per pura comodità. Poi c’è l’altro che dice: “Non mi piace, così non va bene.” E lo dice anche se nessuno avrebbe avuto modo di scoprirlo.

Questa persona paga anch’essa un prezzo: viene vista come “rigida”, “precisina”, “fin troppo corretta”. Ma è la persona che, quando succede qualcosa, tutti vanno a cercarla. Perché è affidabile ed è coerente. Perché decide per il bene anche quando costa.

Il bene non rende famosi, ma ci rende liberi

Essere una persona perbene non porta ad applausi istantanei. E non porta vantaggi veloci e neanche scorciatoie. Porta a qualcosa di molto più grande: la libertà. Quella la libertà di non dover giustificare alcunché, di non dover nascondere niente. La libertà di incrociare gli occhi di chiunque e di essere certi che quanto è stato costruito è candido, immacolato.

Il bene costa, sì … ma il male nel tempo ha un costo nettamente superiore.

Quinto esempio: L’imprenditore che non sfrutta

Nel mondo molti cercano il massimo risultato col minimo costo. Esistono imprenditori che scelgono un’altra strada: pagare il giusto, rispettare la gente, non approfittarsi di chi ha meno voce in capitolo. Questi imprenditori pagano un prezzo: margini ridotti, tempi maggiori, scelte più difficili. Ma costruiscono aziende che durano a lungo e che attraggono gente persone di valore e di spessore. Aziende che nulla hanno da dover nascondere.

Il bene costa … ma il rispetto crea miglior futuro.

Esempio 6: L’amico che dice la verità

Raccontare la verità ad un amico è tosta, molto più che a raccontarla a una persona estranea. Perché si corre il rischio di ferire, di perdere, di essere frainteso. Ma alcune persone, quando serve, dicono la verità. Non lo fanno per ferire, ma per proteggere. Non per giudicare ma per assistere, aiutare.

E questo costa: coraggio, delicatezza, responsabilità. Ma costruisce relazioni che non si rompono.

Il bene è una scelta giornaliera

Far del bene non è un immenso gesto e nemmeno un momento eroico. È una serie di piccole scelte quotidiane:

  • dire la verità
  • mantenere la parola data
  • non parlare male degli altri
  • non approfittarsi
  • non tradire la fiducia
  • non cercare scorciatoie
  • non fare il furbo
  • non cambiare faccia in base a chi hai davanti

Il bene è un’abitudine, una disciplina, una forma di rispetto verso sè stessi.

Il bene è ciò che rimane

Alla fine, quando togliamo tutto — ruoli, titoli, successi, errori — resta una cosa soltanto: la qualità della persona che sei stata. E quella qualità non si misura con ciò che si ottiene, ma con ciò che si sceglie.

Il bene costa. Ma è l’unica scelta che ci permette di guardare indietro senza abbassare lo sguardo, a testa alta.

Far del bene … mette l’anima in pace!

Francesco

 

Scegliere il bene (anche quando costa)

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