Le persone non smettono di lavorare: smettono di collaborare
Nelle aziende, ci sono problematiche che non si vedono subito, ma che lavorano sotto sotto. E quando si fanno vive, fanno male. Molto male.
Una di queste problematiche è la qualità delle relazioni interne. Non parlo di grandi beghe o ostilità esplosive. Queste, in modo paradossale, sono le più semplici da riconoscere.
Mi riferisco piuttosto a quanto accade prima, ovvero, nel momento in cui le persone iniziano a non comprendersi più, a non comunicare fra loro, a non porre alcuna fiducia reciproca. È proprio lì che inizia la spaccatura.
Indizi di carenza di intelligenza emotiva
Ce rendiamo conto di ciò da piccoli segnali, spesso liquidati con un “è normale”, “succede dappertutto”, “hanno un carattere diverso”. Fra i tanti campanelli d’allarme troviamo:
- colleghi che parlano fra di loro soltanto quando è strettamente necessario, e sempre con quel tono freddino
- reparti che si rimpallano le responsabilità anziché di collaborare
- riunioni che terminano senza decisioni concrete e chiare, con persone che escono più confuse rispetto a quando sono entrate in sala
- tensioni leggere che nessuno nomina, ma che tutti subiscono
- collaboratori che fanno il minimo indispensabile giusto “per non sbagliare”
- comunicazioni spicce, non esaurienti, che creano fraintendimenti
- persone che evitano confronti per timore di sollevare problemi
- piccoli malesseri emotivi che diventano abitudini, e poi cultura
Queste situazioni non esplodono subito. “Lavorano” lentamente, come una piccola fessura in una parete, dove all’inizio sembra nulla, per poi un giorno accorgerci che la parete è da rifare completamente.
Segnali di normalità?
Ma c’è dell’altro ancor più pericoloso: tutto ciò viene scambiato per “normale stress sul lavoro”. Ma non c’è niente di normale, è un evidente segnale che qualcosa, nelle relazioni interne, non sta funzionando così come dovrebbe. E nel momento in cui le relazioni funzionano male, l’azienda perde:
- rapidità
- qualità
- motivazione
- collaborazione reciproca
- capacità di gestire i problemi
- serenità interna
Chiaramente questo si traduce in costi. Costi veri, non fittizi. Costi che non si evidenziano nei bilanci contabili, ma che ogni impresa accusa sulla propria pelle.
Approfondimento sull’importanza dell’Intelligenza Emotiva
Per quanto raccontato finora, abbiamo preparato un approfondimento che ci mostra perché l’Intelligenza Emotiva non è un “tema soft”, ma una competenza altamente strategica per chi guida persone nelle organizzazioni di lavoro. Non è psicologia, ma pura gestione aziendale. È anche prevenzione dei conflitti e miglioramento del clima emotivo interno. In breve, è efficienza.
IN ALLEGATO: Leggi l’approfondimento, per comprendere ancor di più “Perché l’Intelligenza Emotiva è una leva competitiva”.
P.S. …Se volete capire come l’Intelligenza Emotiva può migliorare davvero il clima, le prestazioni e i risultati, contattateci allo 081-5186174 o via mail a:contatti@brixia.info. Per richieste urgenti:389-6804697.
Buon Lavoro … Francesco
Intelligenza Emotiva: un problema che nessuno vede!
