
C’è una situazione, negli ambienti lavorativi, che fa una certa differenza fra chi lavora in sicurezza e chi si espone al rischio. Mi riferisco a quel momento in cui tutti corrono … e tu decidi di fermarti.
Fermarsi non è sinonimo di debolezza, non è lentezza, non è mancanza di spirito di squadra. Fermarsi è un atto di coraggio.
Automatismo pericoloso
Quando tutti corrono, la pressione aumenta sensibilmente e la fretta diventa contagiosa. La testa si stringe e la percezione dei rischi, ahimè, diminuisce. Il corpo del lavoratore, uomo o donna che sia, entra in modalità automatica. Quella modalità in cui le cose si fanno “come sempre”, senza pensarci per davvero.
È proprio qui nascono buona parte degli incidenti e potenziali infortuni. Non nei momenti complessi, non nelle manovre complicate, non nelle circostanze straordinarie. Gli incidenti nascono nei momenti di normalità accelerata, situazioni nelle quali il ritmo schizza, superando la consapevolezza umana.
Fermarsi significa proprio interrompere questo automatismo. Vuol dire a te stesso: “Un attimo. Mi serve per capire bene cosa sto facendo.” Significa riprendere il pieno controllo del gesto, dell’attrezzatura, dell’ambiente.
E questo fare, nelle imprese, richiede coraggio. Perché fermarsi quando tutti corrono spesso è sinonimo di:
- andare contro le pressioni della squadra
- non farsi trascinare dalla fretta generalizzata
- scegliere la lucidità mentale anziché la velocità
- proteggere te stesso anche quando nessuno te lo chiede
- assumerti la responsabilità del tuo ritmo di lavoro
Consapevolmente o meno, si sceglie
La sicurezza non è mai una questione di tempo. È una questione di scelte. E la scelta più difficile è proprio questa: fermarsi quando l’intero mondo ti spinge ad andare più veloce.
Chi si ferma osserva che il carico è stabile, che la manovra è sicura, che la visibilità è buona, che c’è qualcuno dietro l’angolo, che sto usando l’attrezzatura nel modo giusto, che sono nelle condizioni psico-fisiche per farlo.
Fermarsi vuol dire anche ascoltare il proprio corpo: la tensione, la stanchezza, il respiro corto, la distrazione. Il corpo si esprime sempre. E quando non lo si ascolta, lui ti presenta il conto.
Fermarsi significa proteggere anche altre persone presenti nel tuo ambiente: ogni scelta può influenzare la sicurezza di chi ci sta vicino. Un gesto frettoloso può diventare un rischio per chiunque.
La sicurezza non è un atto tecnico, ma di coraggio. E il coraggio non si vede quando tutto è tranquillo, ma quando il ritmo aumenta.
Fermarsi non ti rallenta. Ti salva e salva anche chi lavora con te.
Altre informazioni sulla sicurezza
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Rimaniamo tranquilli!
Francesco Tortora
Il coraggio di fermarsi quando tutti corrono