Migliorarsi sempre, senza soste 
C’è una frase che mi accompagna oramai da anni. Mi venne raccontata da un artigiano, uno di quelle persone che conoscono il valore della pazienza, del dettaglio, del lavoro sottotraccia: “Ogni santo giorno o si migliora, o si peggiora. Chi sta al palo s’illude.”
Aveva le mani imbrattate di colla e pittura, ma lo sguardo pulito tipico di chi sa di aver appreso l’arte più dalla bottega che dai libri di scuola. Quel giorno era lì a rifinire un comodino. A vista mia, aveva già un aspetto perfetto. Mi disse: “So bene che per te il comodino è bello che finito, ma per me c’è ancora da ultimare.”
C’è una bella differenza fra fare e fare meglio. E più di tante volte quella differenza si gioca esattamente lì, nel mestiere quotidiano del migliorarsi.
Non cambiamo la vita, cambiamo le abitudini
Quando parliamo di “migliorarsi”, non raramente la gente pensa a stravolgimenti incredibili: nuove esperienze professionali, piani di alimentazione drastici, allenamenti tostissimi, eventi formativi da mille e oltre euro.
Ma per migliorarsi non dobbiamo cambiare la nostra vita, ma avere piuttosto un approccio diverso. Non abbiamo necessariamente bisogno di mettere sottosopra il mondo. Bisogna agire e fare ogni giorno qualcosa meglio della giornata di ieri.
Forse un esempio semplice spiega meglio questo concetto. Immagina un lavoratore che ogni mattina timbra il cartellino con spirito scarico, compiendo il minimo indispensabile, sbuffando dinanzi a problematiche e attendendo con incredibile ansia il prossimo venerdì che verrà. Poi visualizza il medesimo lavoratore che, senza cambiare impresa, inizia a chiedersi ogni santa mattina: “Cosa posso fare un po’ meglio in questa giornata che ho a disposizione?” Magari predispone una relazione con più attenzione. Oppure contatta un cliente con maggiore cura. O, ancora, riflette e si immerge nello studio per cercare nuovi modi per diventare più rapido, maggiormente ordinato ed altrettanto utile.
Il lavoro è lo stesso, ma sicuramente la persona è diversa. Questione d’approccio, non è così?
Le grandi metamorfosi si plasmano silenziosamente
C’è un motivo per il quale il miglioramento di una persona non fa alcun rumore: perché è fatto di gesti semplici, vicini all’invisibile. Di fatto, chi ci nota quando ci destiamo una decina di minuti prima per dedicarci alla lettura di un libro stimolante? Chi avrà modo di sapere che noi ci siamo zittiti in una discussione per non peggiorare gli scenari? Chi comprenderà che noi abbiamo evitato di lamentarci, anche se avevamo un milione di motivi per farlo?
Questi sono mattoncini invisibili che creano un’altra versione di noi stessi. Ecco perché migliorarsi è un’arte, non una passione e nemmeno un evento.
Un mestiere giornaliero, costante, impegnativo, silenzioso … potentissimo.
Diventiamo disciplinati
Tante persone attendono il soffio dell’ispirazione, la scossa della motivazione, il momento propizio. La verità è un’altra. La verità è che bisogna affidarsi alla disciplina e diventare persone disciplinate!
Chi scrive ogni giorno non lo fa perché ha quotidianamente una voglia pazzesca di farlo. Chi studia costantemente non è perché ogni giorno è entusiasmato all’idea di farlo. Chi costruisce, realizza, si impegna bene … spesso è solo una persona che ha imparato ad agire anche quando non ha la benché minima voglia di farlo. Per questo credo fermamente che il miglioramento non è per chi attende, ma per chi si dà da fare. Anche lentamente, anche se stanchi, anche se con qualche dubbio nella testa.
Pensiamo in modo concreto
Uno dei più grandi errori che vedo è che la gente si pone obiettivi smisuratamente grandi, fin troppo vaghi, lontani nel tempo. Voglio diventare una persona migliore. Voglio cambiare professione. Voglio avere più fiducia in me stesso. Va bene, ma cosa facciamo oggi … domani … la settimana che verrà?
Il miglioramento non si misura con le intenzioni, ma con concrete azioni. Se veramente hai voglia di migliorarti, è interessante chiedersi:
- Cosa ho appreso oggi che ieri non conoscevo?
- Cosa ho fatto meglio oggi rispetto alla settimana scorsa?
- Cosa sto compiendo in malo modo che posso rimediare?
Se ti impegni in questo esercizio almeno per una settimana, potresti accorgerti che il miglioramento sta accadendo.
Quando smettiamo di imparare, iniziamo ad invecchiare
Non mi riferisco all’età anagrafica, bensì ad una questione di mentalità. Quante persone spente incontriamo ogni giorno, che sta sempre a ripetere gesti, parole, abitudini all’infinito? Quanta gente conosci che si lamenta, che è pronta a giustificarsi, che punta colpe ad altri? Beh … sono soggetti che hanno smesso di evolversi, di osservare, di mettersi in gioco e in discussione.
Non è gente cattiva, ma di gente ferma al palo … e quando sei lì al palo, inizi a regredire lentamente, ma i passi vanno all’indietro. Vedi, invece il mondo va avanti, le persone crescono, le situazioni variano … bisogna capire che non migliorarsi, vuol dire praticamente (e automaticamente) peggiorare.
Una sola cosa, ma ogni giorno
Il mio consiglio pratico, semplice e potente che posso offrirvi è di scegliere una sola area della vita in cui vogliamo migliorarci … e agire convintamente ogni giorno, per almeno una decina di minuti, in quella precisa direzione.
Se desideriamo migliorare la forma fisica, camminiamo almeno 20 minuti ogni giorno. Se vogliamo migliorare il nostro modo di comunicare, tuffiamoci nella lettura per dieci minuti al giorno. Se ti garba l’idea di migliorare il lavoro, quotidianamente cerca un modo per semplificare le attività, per innovare o per assistere un collega.
E se hai voglia, davvero voglia, di diventare una persona serena, allora ogni santo giorno pensa e scrivi due o tre cose per cui sei profondamente grato. I miracoli non sono necessari, bisogna essere costanti. Così facendo, dopo un mese circa, sarai una persona molto diversa, vicina a quel genere cui tu ambisci diventare. Garantito!
Migliorarsi per essere la migliore versione di noi stessi
L’idea di migliorarsi, sostanzialmente, non è un dovere verso nessuno. È una questione di rispetto verso la nostra persona … l’unica con cui trascorreremo tutta la nostra vita. Vale di certo la pena far sì che quella persona sia forte, consapevole, determinata, allenata. Non per forza perfetta, nemmeno infallibile. Ma in cammino, sempre e senza soste.
Concludendo …
Perché cercare scorciatoie o attendere che qualcuno ci tragga in salvo? Non basta cambiare fuori, se dentro rimaniamo gli stessi: evitiamo di illuderci. Migliorarsi è un mestiere incessante quotidiano. E se ogni giorno lavoriamo un poco su di noi, su ciò che facciamo e su come lo facciamo, non solo la vita si eleva, ma migliorano anche le persone che ci stanno attorno.
Il miglioramento è contagioso, ma inizia sempre da noi!
Francesco Tortora
Migliorarsi è il mestiere di ogni giorno
